OMS: non sussiste evidenza sulla necessità di richiami anti-Covid per bambini e adolescenti sani

L’OMS afferma che non sussiste evidenza della necessità di richiami anti-Covid per bambini e adolescenti sani
Traduzione di Marilena Falcone

18 gennaio 2022 “Attualmente non sussiste evidenza” che suggerisca la necessità di effettuare richiami a bambini e adolescenti sani per rafforzare la loro protezione anti-Covid-19, ha dichiarato lo scorso martedì la dott.ssa Soumya Swaminathan, Chief Scientist dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Swaminathan ha affermato che il gruppo consultivo della agenzia, chiamato Sage (Strategic Advisory Group of Experts on Immunization), si riunirà in settimana per analizzare le modalità di somministrazione dei richiami nei vari Paesi. “L’obiettivo è proteggere i più vulnerabili, coloro maggiormente esposti al rischio di malattia severa e morte: si tratta della parte di popolazione composta da anziani, immunocompromessi con condizioni cliniche di base e personale sanitario”, ha detto Swaminathan nel corso della conferenza stampa OMS.

Il dott. Michael Ryan, direttore esecutivo del programma per le emergenze sanitarie di OMS, ha affermato che l’agenzia non ha ancora stabilito quanto spesso o quante dosi sarà necessario somministrare nel complesso.“Credo che le persone abbiano il timore che questi richiami diventeranno bimestrali o trimestrali, e che dovranno essere somministrati a tutti. In realtà non abbiamo ancora risposte a questo dubbio”, ha detto Ryan.

Ha aggiunto che è possibile che gli scienziati ridefiniranno il numero di dosi necessarie per la prima serie di iniezioni anti-Covid. Se per la maggior parte delle persone due dosi dovrebbero essere sufficienti, ha proseguito, per gli anziani o gli immunocompromessi potrebbero esserne necessarie tre o quattro.I commenti di Swaminathan e Ryan sono arrivati un paio di settimane dopo che i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi hanno approvato i richiami per gli adolescenti nella fascia 12-17, nell’attuale panorama di forte incremento dei casi dovuto alla elevata contagiosità della variante Omicron.

L’incremento ha anche portato a un aumento significativo dei casi pediatrici. Nel corso della settimana conclusasi il 6 gennaio, sono stati registrati oltre 580.000 casi di coronavirus fra i bambini, per un 78% in più rispetto alla settimana precedente, conclusasi il 30 dicembre, secondo i dati aggiornati della American Academy of Pediatrics.

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25 gennaio 2022

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