Cartesio e il dubbio metodico

Di Maurizio Matteoli, pediatra

Riprendendo l’argomento riguardante la vaccinazione anticovid per i bambini, quello che continua a stupire è il fatto che, a parte rarissime eccezioni come, ultimamente, il prof. Francesco Vaia dello Spallanzani (1), buona parte degli attuali referenti in ambito medico è concorde nell’affermare che la vaccinazione a tappeto nella fascia di età corrispondente sia assolutamente necessaria per la salute dei bambini e che possiamo metterla in atto senza alcun timore perché priva di qualsiasi pericolo, come dimostrato dalla sperimentazione condotta fino ad oggi.Non stupisce invece che, forti di queste affermazioni rassicuranti, tutti i media stiano conducendo una campagna asfissiante per convincere anche i genitori più dubbiosi a vaccinare i propri figli.

Eppure non è possibile che questi medici non abbiano letto i numerosi studi scientifici che dovrebbero invece far riflettere con attenzione e senza pregiudizi, così come non è possibile che non siano a conoscenza, ad esempio, di provvedimenti quali la sospensione del vaccino Moderna per gli under 18/30 adottato da Paesi come Finlandia, Svezia, Norvegia e Danimarca. Recentemente Germania e Francia lo sconsigliano per il rischio di miocarditi e pericarditi. Lo stop alla seconda dose di Pfizer per gli adolescenti da parte di Taiwan è sempre per lo stesso motivo (2).Significativo un articolo pubblicato il 3 novembre su Archives of Disease in Childhood, una delle più prestigiose riviste in campo medico-pediatrico dal titolo “Dovrebbero i bambini essere vaccinati contro il Covid-19?” (3). L’articolo non dà risposte, ma esamina accuratamente i pro ed i contro della vaccinazione in età pediatrica e le sintetizza in maniera essenziale e chiara nella tabella di seguito riportata.

Senza entrare nel dettaglio delle argomentazioni, ma soffermandosi sulla lettura della tabella, sembra ragionevole l’ipotesi di vaccinazione nei bambini di 5-11 anni portatori di patologie che potrebbero rendere rischioso un loro eventuale contagio, mentre non lo è, in maniera assoluta a mio parere, in base alle attuali conoscenze, quella dell’intera popolazione di questa età. Infatti pensare di somministrare un vaccino per, così afferma l’articolo, una malattia lieve in quella fascia di età, con rischio di effetti avversi, di cui non si conosce la sicurezza a lungo termine, di cui non si conosce l’efficacia rispetto alla MIS-C ed al Long-Covid e di cui non è certa la capacità di diminuire la diffusione del virus, potrebbe essere un errore.

Anche perché, riportando uno dei commenti all’articolo firmato dal dott.ssa Rosamond AK Jones, che senso ha vaccinare bambini che hanno già contratto la malattia in maniera asintomatica e che hanno acquisito quella immunità naturale che molti, come il prof. Robert Dingwall membro del JCVI inglese (4), ritengono addirittura superiore a quella indotta dal vaccino?
E questi bambini non sono pochi! Jefferson Jones, epidemiologo della task force Covid-19 del CDC, nel suo report, ufficiale, del 2 novembre (5), fa presente che (slide n.7) il 38% dei bambini della fascia 5-11 anni risulta essere entrato in contatto con il virus e risulta aver sviluppato anticorpi, dato oltretutto aggiornato a settembre 2021, cioè un mese e mezzo fa.Perchè nessuno ha mai preso in esame questo “dato scientifico” in relazione alla valutazione della opportunità della vaccinazione dei bambini?Concludendo, rileggiamoci tutti monsieur Descartes che indica il “dubbio metodico” come strumento per raggiungere la vera conoscenza. Credo che ce ne sia veramente bisogno.#SmartProVax

1.https://www.adnkronos.com/vaccino-5-11-anni-vaia-sui…

2.https://www.taiwannews.com.tw/en/news/4340862

3.https://adc.bmj.com/…/2021/11/01/archdischild-2021-323040

4.https://www.telegraph.co.uk/…/letting-children-catch…/

5.https://www.cdc.gov/…/slides…/03-COVID-Jefferson-508.pdf

18 novembre 2021