J’accuse

Di Maurizio Matteoli, pediatra
#SmartProVax

A breve verrà pubblicata una considerazione da me firmata sulla durata della validità del green pass e sulla terza dose vaccinale. Io credo che esprima concetti molto sensati ma, voglio che si sappia, non è mia, bensì di un collega che mi ha chiesto di firmarla al suo posto perché teme possibili ripercussioni da parte della sua amministrazione.

Al gruppo di cui faccio parte è arrivata, l’altro ieri, la lettera, accorata, di un medico veterinario che chiede consigli rispetto alla propria situazione. Ha deciso di non vaccinarsi perché affetto da una patologia per la quale molti studi internazionali ipotizzano controindicazioni. È un medico che svolge attività privata in telemedicina con visite in presenza due volte al mese. Ha proposto alla Asl di appartenenza di sospendere, fino alla fine dello stato di emergenza, i due giorni di visite in presenza. L’Asl ha riposto: il tempo di comunicarlo all’Ordine. Questo medico verrà sospeso.

Qualche giorno fa il Comitato di esperti incaricato da FDA di dare il parere riguardo la vaccinazione dei bambini dall’età di 5 anni si è espresso positivamente con 17 favorevoli ed 1 astenuto. Io, leggendo le motivazioni dell’astensione di Michael Kurilla, director of NCATS’ Division of Clinical Innovation dell’Istituto Nazionale della Salute degli Stati Uniti, mi chiedo perché mai non abbia espresso voto contrario e abbia preferito che il suo voto fosse catalogato come “astensione”.

E’ chiaro che il clima non sia affatto sereno e che una discussione pacata, indispensabile perché si possano fare le migliori scelte in campo medico, non sia più possibile.E mi ricordo le lunghe, e talvolta accese, discussioni, quando, in ospedale, ci si trovava di fronte alla necessità di fare il punto, diagnostico e terapeutico, di fronte a un piccolo paziente con un quadro clinico non chiaro. Ci mettevamo tutti in gioco, senza pre-giudizi, e da questi confronti scaturivano le decisioni migliori per il paziente. L’unico scopo per cui venivano fatte era, appunto, il suo benessere.

Adesso è indispensabile, per il bene di noi tutti, recuperare le basi che hanno permesso al dibattito scientifico di rendere possibili i tanti progressi di cui godiamo: l’ascolto, il permesso di dubitare e, più importante di tutti, la libertà di poter esprimere la propria opinione.Zola diceva: “Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell’umanità, che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia ardente protesta non è che il grido della mia anima”

2 novembre 2021 Goccia a Goccia/fb