Notizie da Parigi

Di Maurizio Matteoli, pediatra

Come tutti sanno la Francia è il paese più simile al nostro riguardo la rigidità delle regole del Green Pass, che qui chiamano pass sanitaire e che comunque (ci tengo a ricordarlo) qui non è previsto per scuole ed università.Mi trovo da un po’ di tempo a Parigi e devo confessare che ci sto bene, fondamentalmente perché i parigini mi sembrano più rilassati e tranquilli.

Poche mascherine per strada, nei ristoranti viene chiesto il pass sanitaire ma clienti e camerieri entrano e girano senza maschere, negozi affollati, cinema e teatri a capienza piena, ed “assembramenti” di giovani (ma non solo loro) la sera davanti ad un bicchiere di birra che, purtroppo, ha ormai soppiantato pastis e kir.

Comunque, l’ultima settimana, mi sono capitati due episodi che mi fa piacere raccontare.Il primo: mercoledì la mia nipotina di 6 anni ha ricevuto il richiamo della vaccinazione difto-tetano. Giovedì mattina, a scuola, come spesso succede, febbre (38,5 C°) e vomito. Chiamati dalla dirigente scolastica, io e la nonna siamo andati a prenderla ed abbiamo spiegato alla maestra il motivo della febbre e raccontato della vaccinazione del giorno precedente. Il giorno successivo Berenice (bel nome, vero?) è ritornata tranquillamente a scuola in piena forma. Nessuno ha richiesto un tampone e tantomeno una quarantena.
Il secondo: domenica pranzo in famiglia con ospite una giovane collega che sta facendo uno stage in un reparto di chirurgia pediatrica di un ospedale parigino. Ci racconta che nel suo reparto (un reparto chirurgico, non un reparto Covid dove vengono ricoverati coloro che presentano una sintomatologia compatibile) sono presenti quattro bambini risultati positivi al tampone dopo il ricovero. Nessuno comunque se ne preoccupa più di tanto, genitori e familiari li possono andare a trovare regolarmente e non hanno creato alcuna disfunzione alle attività del reparto, sia quelle di degenza sia quelle ambulatoriali.

Come commentare? Incoscienza o tentativo di tornare, dopo quasi 2 anni, ad una “normalità” che forse molti di noi hanno dimenticato? Io propendo per la seconda ipotesi. Mi sa che deciderò di trattenermi a Parigi un po’ oltre la data che avevo deciso per il ritorno in Italia perchè, non so spiegarmi la ragione, ma qui mi sento più a mio agio!

6 ottobre Goccia a Goccia/fb