90% di vaccinati, dice il ministro. Non basta?

Condividiamo questo contributo alla riflessione sul green pass nelle scuole pubblicato su “Corriere della Sera – Bologna”. L’autore è Lorenzo Morri preside del Presidio primaverile per una Scuola a scuola


“Siamo al 90%”, dice il ministro Bianchi. I lavoratori della scuola hanno aderito in massa alla campagna vaccinale. Probabilmente nessun’altra categoria, neppure quella dei medici, ha raggiunto un così alto tasso di copertura!Ma non basta. Per garantire la ripartenza della scuola a settembre e scongiurare l’incubo della DaD, il governo vuole di più! Eccoci quindi al green pass per insegnanti, bidelli, tecnici e amministrativi.Sollevo due questioni.1. Durante l’ultimo anno scolastico, nelle fasi di didattica in presenza 10 lavoratori della scuola su 10 hanno svolto le loro funzioni in assenza di vaccini, ma protetti dalle mascherine e dal distanziamento, senza con ciò rappresentare un significativo pericolo. Quanti focolai censiti nelle scuole sono stati innescati dalla positività di un lavoratore? Probabilmente nessuno.

Mi chiedo, dunque, per quale motivo 1 lavoratore su 10, ad oggi non vaccinato, ma che opererà sempre come prima, nel distanziamento e con mascherina, costituirebbe un preoccupante vettore di contagio, tanto da meritare la sospensione dalle sue mansioni e dallo stipendio.2. Una delle maggiori conquiste della modernità, a partire dai Lumi, è stata l’emancipazione dall’intolleranza, cioè dall’incapacità di sopportare le convinzioni che non si condividono. Le società liberali devono il loro primato morale alla scelta di non “arrestare” il dissenso. Esse rifiutano infatti verità ufficiali, di tipo religioso, culturale o politico (nessuna confessione, arte, scienza o etica di Stato).

Questa tolleranza è senza limiti? No. Non si può tollerare chi attenti alla tolleranza. La democrazia non può convivere con chi miri a distruggerla. Analogamente, di fronte all’emergenza pandemica il governo di una società liberale avrebbe solo questo principio a cui appellarsi per introdurre la misura restrittiva, sotto pena di gravi sanzioni, che ha appena introdotto: l’intollerabilità del personale non vaccinato in quanto costituisca un pericolo per la salute pubblica.Ma 1 lavoratore su 10, mascherato e distanziato, nonché adulto e consapevole dell’importanza di mantenere comportamenti responsabili, può verosimilmente essere considerato un pericolo per la salute pubblica? C’è qualche scienziato pronto a sostenerlo?

Per restare fedele alla sua identità, anziché pretendere uniformità coatte una società liberale farebbe sempre meglio a trovare la forza di sopportare le minoranze, le eccezioni, le “deviazioni” (1 individuo su 10), per quanto possano esprimere ignoranza, egoismo, carenza di civismo, superbia intellettuale, spirito antiscientifico.La lezione dei Lumi e della fine dell’Inquisizione non è forse questa?
Lorenzo MorriDocente di Filosofia e Storia al Liceo Leonardo da Vinci – Casalecchio di Reno, Bologna

su fb 24 agosto 2021




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