A che punto siamo?

Di Clementina Sasso

Con il Decreto legge n.10 del 23 luglio 2021, sono entrate in vigore le nuove regole che classificano le regioni e le dividono in zona bianca, gialla, arancione o rossa. Come auspicato, visto l’arrivo del vaccino, tengono meno conto dell’incidenza (numero giornaliero di nuovi positivi sommato su 7 giorni, su 100mila abitanti) e quindi del contagio e più dell’occupazione ospedaliera, quindi dell’effettivo svilupparsi della malattia.

In particolare, si va in zona gialla con un’incidenza maggiore di 50 e con un’occupazione delle terapie intensive (TI) maggiore del 10% e dei posti letto in degenza ordinaria maggiore del 15%.In arancione con un’incidenza maggiore di 150 e occupazione delle TI maggiore del 20% e degenza maggiore del 30%.In rossa con un’incidenza maggiore di 150 e occupazione delle TI maggiore del 30% e degenza maggiore del 40%.

Nella tabella in foto viene riassunta questa nuova classificazione a seconda della combinazione dell’incidenza con l’occupazione ospedaliera.Dall’ultimo rapporto della cabina di regia, si evince che al momento tutte le regioni sono in zona bianca, anche se solo quattro sono sotto i 50 d’incidenza da tre settimane consecutive: Lombardia, Trento, Piemonte e Puglia. Tutte le altre regioni hanno superato la soglia di 50 d’incidenza (con la Sardegna addirittura vicina a quella dei 150) ma restano comunque in zona bianca perché l’occupazione delle TI è al di sotto del 10% o quella della degenza è sotto il 15%. Infatti, entrambe le soglie devono essere raggiunte o superate per avere il passaggio in zona gialla (e incidenza > 50).Al momento della pubblicazione del rapporto, che viene diffuso ogni venerdì, solo la Sardegna aveva superato una delle due soglie (TI > 10%) mentre l’occupazione della degenza ordinaria era ben al di sotto del 15%. Sicilia e la Calabria invece pur non avendo superato nessuna delle due soglie, hanno un’occupazione della degenza ordinaria vicino al 15% ed è proprio la Sicilia a rischiare il passaggio in zona gialla la prossima settimana avendo, al 16 agosto, un valore di 16% di occupazione della degenza e del 9% della TI (fonte AGENAS). I dati dei ricoveri sono comunque destinati ad aumentare visto che ancora non abbiamo raggiunto il picco dei contagi di questa ondata estiva, anche se siamo davvero prossimi, e ormai sappiamo che l’aumento delle ospedalizzazioni e dei decessi è sempre in ritardo di circa due settimane rispetto all’aumento dei contagi.

su facebook il 17 agosto 2021

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