Destra, sinistra e paradigmi securitari

Di Francesca Capelli

Ricordate il “prima”, con gli sbarchi di immigrati che venivano a minacciare la nostra sicurezza e il nostro benessere, a sottrarci risorse pubbliche, a farsi curare – dicevano Salvini e i suoi sodali – a spese della collettività?
Ricordate la paura degli attentati islamici, i mille controlli biometrici, le scannerizzazioni in aeroporto, le norme che impedivano di varcare i tornelli degli aeroporti con la crema solare o una bottiglietta di acqua minerale (salvo quelle comprate al duty free) nel bagaglio a mano? Ricordate le battaglie culturali per spiegare gli immigrati non sono tutti delinquenti e spacciatori, che i musulmani non sono tutti attentatori pronti a farsi esplodere e a mettere il burka a tutte le donne del mondo? Che curare tutti con il sistema sanitario pubblico è questione di civiltà giuridica, la nostra, oltre che vantaggioso per gli interessi collettivi? Un anno e mezzo di Covid ci hanno fatto capire che non è solo la destra a essere ossessionata dalla sicurezza.
La sinistra è prigioniera dello stesso paradigma securitario, cambia solo l’identificazione del nemico. Non più l’immigrato, ma il non vaccinato. Entrambi portatori di disordine, attentatori alla purezza. E l’unico modo per difendersi è erigere barriere. Fortress Europe non è così lontana. Ma i suoi guardiani non sono più i leghisti folkloristici di Pontida, ma gli esponenti della sinistra, piddini compresi del proprio ruolo, ma anche marxisti duri. Europa ma non solo. In Argentina la situazione dei contagi è tale che teatri e cinema sono di nuovo aperti (e in pieno inverno!), eppure il governo ha introdotto una sorta di “decreto flussi” per i voli in ingresso: un numero massimo di persone al giorno (esclusivamente cittadini e residenti, non in aggiunta a essi), per evitare la diffusione della variante Delta (in Europa ormai soppiantata dalla Lambda). Peccato che a essere contingentati siano i viaggiatori più controllati e controllabili (tampone in uscita, tampone in entrata, quarantena sorvegliata… Se poi non si fanno i controlli o si mandano a casa le persone in taxi è questione di volontà politica. Intanto via terra può entrare o uscire chiunque (io stessa, a gennaio scorso, ho messo un piede in Cile, letteralmente, durante una passeggiata in montagna, al lago Puelo). Quello che prima ci sembrava aberrante (e lo era), se gridato contro i migranti (lasciarli annegare in mare, riaprire i forni, istituire l’apartheid sui mezzi di trasporto…), ora ci sembra addirittura etico. O al meno ragionevole. Tutt’al più una vibrata provocazione utile a scuotere le coscienze degli indecisi al vaccino. Fare notare la contraddizione ti scatena contro ogni tipo di anatema. Non sia mai che ci guardiamo allo specchio e ci troviamo il faccione di Matteo Salvini.

(Pubblicato sulla pagina facebook Goccia a Goccia il 12 agosto 2021)

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